stille invisibili cadono e si appoggiano sul giubbotto leggere. alcune scelgono le lenti degli occhiali, ne stravolgono il significato e rendono ironicamente opaca la vista del mondo oltre. rifletto sul fatto che queste piccole si comportino proprio come i pensieri che in mattinate così ti sfiorano e rimangono, appiccicandoti ricordi spot di un passato che è stato, sereno e perduto, e solo raramente riportano un bagaglio di gioie speranze e sogni. concedimi non oggi, oggi viaggiamo appesantiti un tot dai diversi me che ho tirato su in questi anni per abbandonarli poco dopo o si sono distrutti a vicenda grazie al dannato richiamo del dolce farsi male che ci contraddistingue, le mie copie e me. quando si saprà dell’esistenza di un esercito di cloni ci daranno la caccia, la gente non possono, non devono sapere. johnny tutti del mondo vi invito a nascondervi.

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