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sapete l’universo in cui quattro di undici vive è essenzialmente come il nostro, ci si arrangia per incasellare ogni prospettiva salvo poi emozionarsi alla prima esperienza fuori dagli schemi che vien da chiedersi come mai tanti affanni allora. ecco duedue fa eccezione perché a lui le tabelle lo mandano ai matti. pensate che una volta è uscito di casa con le scarpe spaiate, certo non vistosamente differenti ma tant’è. la favola di venti racconta invece di un posto dove splende sempre il sole. in questo paradiso manca il mare però ci sono dei tramonti che non so descrivere. la bella zero è stata spesso assente dal suo paese natale, all’inseguimento di balordi che certo non avrebbero meritato tanto interesse. proprio in questo momento la ragazza è lontana sulle tracce di undici il fuggitivo e siamo nel cuore di una quelle notti insonni passate a osservare inosservata (e come potrebbe) mr scarpe che è un po’ il suo autore senza essere bandito, triste senza lasciarsi abbattere e ha una scintilla negli occhi. succede che alla detective solitaria scappi un accenno di tosse, appena più di un respiro mentre quattro è seduto a un tavolo al centro di una stanza poco illuminata e se ne sta assorto a dibattere di niente con le sue amiche che fanno quattordici in due e con venti l’unicorno che non può fare a meno di tirare in ballo il suo romanzo ogni due per tre. silenzio. sguardi.

e tu chi sei?

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