nel tragitto verso casa m’imbatto in un motociclista grasso, fermo con entrambi i piedi a terra e aggrappato al manubrio. l’enorme indossa un giaccone mimetico logoro e cavalca una bella harley dal serbatoio altrettanto mimetico, destriero vinto affaticato quasi inglobato nel suo immenso cavaliere. in coda il vecchio bauletto portacasco rimane socchiuso grazie a un giro generoso di corda arancione e ne vedo spuntare un bel paio di gambe femminili, sexy, slanciate, tatuate. mi accorgo solo poi che sono di legno e che probabilmente appartenevano a un’indossatrice da vetrina e mi chiedo perché.

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