mettiamo che ti avessi indovinata corrertene, mentre assonnato me ne stavo assorto in sogni infantili e i led zeppelin cantavano il loro rock n roll a un volume tanto alto da mollare per poco nostro mondo e tormenti, mettiamo che la scena facesse difetto – la stazione si estende sporca e fredda sulla destra e a quest’ora in questo periodo è soffocantemente affollata di ho riunione col cfo e i bambini escono presto da scuola e pranzo con mario e il progetto è in ritardo e ho il cliente nel pugno e zio che fai alle otto con quel kebab – mettiamo che la porta del vagone scivolasse rumorosa a impedirci la strada e io saltassi all’ultimo istante perché tre minuti fanno la differenza e mettiamo ti avessi intuita anzi che vista e che dopo troppi mesi ricordassi un profumo, non proprio il tuo ma che nei fatti sei tu, o meglio mettiamo l’avessi piuttosto smarrito, ma anche che allora fosse pronto a tornare insolente con me dalla memoria di cose perdute al momento più o meno opportuno e in quanto a tempismo io da sempre sto a zero, da quando arrivai con due mesi d’anticipo e un quarto d’ora in ritardo, mettiamo mi fossi voltato a cercarti che adesso non c’eri e non avessi pescato che sguardi sbiaditi di automi in reboot quasi pronti all’avvio del ciclo diurno, ammazzami dovessi diventare uno zombie che invece di urlare e fare a pugni da solo si siede e si attacca alla mammella dell’internet e dice mi arrendo ma datemi almeno stipendio pc macchina e occhiali da sole, mettiamo che fino a un secondo all’indietro tu realmente vivessi nel punto e non fosse a suo modo l’eco di una speranza che la mattina e lo schiocco di dita di uno strizzacervelli ti scaraventa dal letto e pensi oggi spacchiamo, l’idea che nel fiume di teste si possa incontrare la tua anima bella che ti accenna un sorriso e restare impalato a osservare i tuoi occhi mentre attorno si ovatta il rumore di fondo e il respiro si mozza e poi spegni il dolore che se no ci portiamo, mettiamo quindi che tutto o comunque una parte del mio lungo minuto fosse stato davvero e non solo uno scherzo e mettiamo alla fine di questi mettiamo che io non abitassi una stanza coi muri imbottiti e che non vestissi camicie al contrario, certo un tale minuto sarebbe più che bastato a fare di un martedì una giornata speciale.

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