ancora una volta ti ho incontrata. me ne correvo per una strada sterrata immersa tra campi di grano e le spighe erano alte così che riuscivo a svettare solo volando, viaggiavo leggero a mezzo metro da terra, muovevo le gambe hai presente roadrunner. primavera e colori e profumi confermavano una gioia di vivere che io solo in sogno. suonava special k e pensavo solamente ad arrivare per tempo -para papa parara- capivo da subito di quel carro instabile, sbandava e metteva paura, ma non riuscivo a passarlo prima che si ribaltasse bloccando completa la strada. ero fermo affranto un minuto perché proprio non ce n’era di passare più in là del rimorchio adagiato sul fianco per la carreggiata ed ecco apparivi -para papa parara- in sella a una vespa ti si sentiva da lontano e frenavi all’ultimo per fermarti accanto alla carcassa con ruote di legno che ancora giravano a vuoto. impassibile facevi inversione nel tuo abito a stelle sotto a un casco aviatore pastello che quasi non ti si scorgeva. preoccupato di non fare tardi mi sbracciavo per attirare l’attenzione “ehi belnaso” incrociando il tuo sguardo attraverso lo specchietto rotondo. e poi avevo i tuoi occhi e che occhi addosso incollati. ti spiegavo che dovevo davvero raggiungere il castello del re, promesso a una principessa ancora mai vista ma destinata comunque a essermi compagna di vita. ridevi come fai spesso e questa cosa ti rende persino più bella di quanto già sei. mi offrivi un passaggio e saltavo su in sella con te -para papa parara- e mi avevi già innamorato.

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